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lunedì 21 novembre 2011

E intanto il centro se ne va...

Pensavate che a destra ci si annoiava? Beh, vi sbagliavate. Merito, pensate un po', dei vecchi Dc che oggi vivono politicamente nell'Udc. I centristi hanno scelto: tanti saluti Antonino (che pure qualche settimana fa avevano pubblicamente applaudito) e via libera alla scelta autonomista. Con buona pace dell'assessore Menghini che a metà estate aveva ripreso la tessera Udc proprio per consentire un rientro soft dei centristi nella coalizione di maggioranza. Al congresso cittadino vince la mozione di Alberto Leoni, ma sarebbe più corretto dire che vince la linea politica dell'ex preside ed eterno democristiano Francesco Tofanetti, che da mesi si spende per uno smarcamento dei centristi da Ruggiano. Sconfitta la linea che fa capo all'assessore Nazareno Menghini e a Luigi Galletti, fautori dell'alleanza Udc-Pdl. Al Villa Luisa si è affermata l'area (anzi, la corrente, termine che fa tanto vecchia Dc) "Con Casini per l' autonomia" di Leoni-Tofanetti per appena tre voti.
L'Udc torna al centro e lo fa in solitaria, con tanti saluti al Pdl e alla Fiamma.
Ma che vuol dire tutto questo?
Prima di tutto che i post democristiani correranno da soli alle elezioni, con una loro lista e con un loro candidato a sindaco. Chi guiderà i centristi, però, è ancora un mistero. Realisticamente, le possibilità di successo dell'Udc non sono molte, ma il peso dei casiniani potrebbe essere determinante già al primo turno: quanti voti dreneranno all'asse Pdl-Fiamma, quanti a Pd e compagnia di giro? Per non parlare del ballottaggio: al secondo turno i centristi, potrebbero fare gli occhietti dolci al centrosinistra. soprattutto se a guidare quella coalizione sarà Carlo Rossini.
Da oggi, quindi, la coalizione di centrodestra perde il simbolo Udc. Niente scudo crociato sui comunicati stampa e soprattutto quando a primavera ci saranno le elezioni, salvo un ulteriore cambiamento di rotta, niente simbolo sotto al nome di Ruggiano.
E si sa, lo scudo crociato è un po' come la Fiamma e la Falce e martello: un simbolo storico che i suoi voti li riporta sempre. Voti che non entreranno nel pallottoliere di Antonino.
Gongolano a sinistra? Non proprio e, soprattutto, non tutti. Solo una parte vede di buon occhio questo spostamento politico dell'Udc. Potrà Rifondazione accogliere - seppur solo (forse) al ballottaggio - a braccia aperte i neo-ex-post Dc? E piace ai cattolici del Pd la nascita di un terzo polo elettorale che potrebbe attrarre i cattolici scontenti di Ruggiano e che, fino a poco fa, non avevano altra alternativa che scegliere i democrats? A sinistra, intanto, si mettono i primi paletti, come ci ha confessato un esponente della sinistra tuderte: "I partiti con i quali ci rapportiamo sono solo quelli che stanno facendo le primarie, sta volta non si scherza".
A questo punto ci domandiamo: che farà l'assessore Menghini dopo aver sbollito la rabbia per il congresso perso? Riconsegnerà la tessera presa soltanto poche settimane fa? Lascerà, in ossequio della nuova linea del partito, il suo posto in giunta? Oppure guiderà una feroce lotta interna che potrebbe culminare in una clamorosa scissione? Quasi impossibile immaginarlo tra 6 mesi fare  la campagna elettorale per sgraffignare voti ad Antonino.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Era ora che ci fosse una ventata di gioventù nella politica tuderte: Leoni-Tofanetti, un binomio di idee e rinnovamento! Ora sì che la scena politica tuderte è al completo...

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