INN-FORMAZIONE INDI-PENDENTE

sabato 14 aprile 2012

Frongia come Fedro, la favoletta contro i parolai!

Di solito i politici in campagna elettorale vanno avanti a suon i promesse e molte delle quali, forse la gran parte, mai saranno mantenute. Paolo Frongia, ex candidato alle primarie e ora uomo di punta nelle fila della lista "I valori della sinistra" in sostegno di Carlo Rossini, va avanti per parabole, come Gesù Cristo!  In questa favoletta, che ricorda le versioni di Fedro, Frongia invita i cittadini a diffidare dai chi fa-per l'appunto- grandi promesse durante la campagna elettorale e poi garantisce che: " ci molti punti nel programma del Centro sinistra e di Carlo Rossini, che possono essere realizzati subito e facilmente e che riguardano azioni fondamentali a brevissimo termine, in grado di smuovere la nostra economia che sta miseramente languendo". In questa campagna elettorale mancano i fuochi d'artificio ma non la poesia! Ecco la nota! 

LA PARABOLA DEL BUON FROMBOLIERE*
A quel tempo si recavano gli omeni, colà dove il fiume Tiberiade allarga le sue braccia e lascia che da esse membra l’acqua sua fresca e gorgogliante a poco a poco si acquieti, si distenda e infine trovi riposo allargandosi a formare un lago vasto e quasi tondo, che se nomava, di quei tempi, lago di Corbàl. Su quelle sponde vi si poteva trovare con gran facilità, selvaggina assai grassa e pesce in grande quantità. Sul far della sera si trovarono due omeni, l’uno pescatore e l’altro cacciatore, intenti entrambi a sistemare sotto uno spesso telo che copriva i loro carri, il frutto del proprio giornaliero travaglio. Curiosi, come solo l’omeni possono esserlo e vieppiù che le femmine, l’uno l’altro si guatavano di sottecchi, sino a che il cacciatore con la frombola, non potendo ancor più trattenersi, prese coraggio e domandò:
CACCIATORE – Oh, brav’omo, faceste dunque bona pesca?
PESCATORE – Non mi posso di certo lamentare, presi stamane di bon’ora un pesce nomato siluro e di un peso di almeno duecento libbre e che ho dovuto tirare su a fatica con i miei bovi, attaccato ad una catena di ferro e…
CACCIATORE – Oh, Madonna della Stella… e dite lo vero?
PESCATORE – Di certo! E non è tutto, poiché quando lo squartai per ripulirlo delle interiora, di dentro della sua pancia trovai una grassa carpa di almeno 100 libbre e di dentro lo ventre della carpa una trota di quasi 70 libbre e di dentro lo ventre della trota uno coregone di…ma bon’omo… vi siete impallidito… che avete?... oh, scusate, forse voi non avete fatto buona caccia ed io vi importuno con le mie …
CACCIATORE - Ma no… ma no!... Altro che buona caccia! Sentite: con la mia fionda, al primo colpo, ho centrato alla tempia un cignale di almeno 600 libbre: morto stecchito! Ma sentite che successe poi… il proiettile di pietra con cui avevo colpito lo spaventoso cignale, dalla tempia rimbalzò insino ad un ramo indove si trovava una sventurata beccaccia che precipitò a becco in giù, andando a trapanare il cervello di un malcapitato istrice che si trovava a passare per caso; lo quale istrice, morto stecchito anch’esso, nel ruzzolare lungo la greppa travolse e uccise coi suoi aculei, prima una lepre che stava amoreggiando con il suo lepre, di poi una fagiana che…
PESCATORE – Ehi, ehi, ehi… ma che state dicendo? Mi state burlando?
CACCIATORE – No, bon’omo… per niente. Anzi, ascoltate voi bene: o voi diminuite il pesce oppure vi giuro che faccio una strage!
I lettori, che sono più attenti di molti dei loro politici, hanno già capito che la parabola riguarda quei candidati di vario colore ( a onor del vero non tutti) che nella foga della campagna elettorale fanno a chi la spara più grossa. “Sviaggiano” fantasmagorici progetti da far impallidire il Codice da Vinci, si promettono studi di tale avanzato livello tecnologico e formale che ingegneri e architetti dello studio di Lorenzo Piano, girano come impazziti, taccuino alla mano a prendere appunti, mentre un rivolo verde di bile, per l’invidia, scende lentamente dall’angolo delle loro bocche.
Ehi, ehi, ehi… ma che state dicendo? Ci state burlando? Voliamo un po’ più vicini alla terra? Per esempio, ci molti punti nel programma del Centro sinistra e di Carlo Rossini, che possono essere realizzati subito e facilmente e che riguardano azioni fondamentali a brevissimo termine, in grado di smuovere la nostra economia che sta miseramente languendo. Sì perché innanzitutto viene il lavoro e l’occupazione, con il sostegno alle piccole e medie imprese, con le iniziative a favore dei giovani, con la razionalizzazione degli investimenti e la semplificazione della burocrazia e delle procedure amministrative e poi subito progettando le azioni da intraprendere a medio termine. Sono iniziative che non conquistano titoli a carattere cubitale sui giornali, ma che sono in grado di salvarci dalla povertà e dal degrado morale e culturale. Alcuni di questi punti, chi vuole, li può trovare anche su facebook o sul blog: frongiapertodi.
Per governare bene non servono i “geni della politica”, che ci hanno portato al disastro, non servono neanche le promesse, gli inciuci, i ricatti e tanto meno i miracoli. Servono persone “normali”, legate alla società civile, persone oneste, leali, appassionate e intelligenti. Non è difficile. Possiamo farcela.
Altrimenti, non vorrei che fra un paio di generazioni ( se non prima) l’androide Roy Batty fosse costretto a tornare per ripetere ai nostri pronipoti :”… ho visto cose, nel 2012, che voi tuderti non potete neanche immaginare: ascensori da risalimento al largo dei bastioni del Forello, raggi “C “ cazzeggiare… (ops, scusate!) balenare alla porta di Frattauser e alla porta Romanescu… e tutti quei soldi sono andati perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. Non è più tempo di morire…è tempo di svegliarsi!”

Paolo Frongia
La frombola è un tipo di fionda simile a quella usata da David contro Golia.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Fedro chi? Roberto? è candidato con Ruggiano! :)

Anonimo ha detto...

Ho letto le prime due righe e poi ho gettato la spugna!!!

Anonimo ha detto...

Caro Sig.Frongia, sinceramente siamo un pochino stufi di star a sentir favole sia a livello comunale che nazionale. Se questo è il linguaggio che vuole usare con i cittadini tuderti...beh...allora grazie mille ma in questo momento abbiamo bisogno di qualcuno che sappia più o meno governare...no cantastorie ne poeti!!!

Anonimo ha detto...

la parte più interessante è la spiegazione della frombola, ora mi sento meno ignorante

Anonimo ha detto...

Frongia aspetti un'altro giro adesso abbiamo altri pensieri.

Anonimo ha detto...

Mi piace l'intelligenza e l'ironia del preside Frongia che riesce sempre a descrivere con semplicita' realta' sconcertanti. Per quanto riguarda le persone che si annoiano alla lettura: quella e' solo ignoranza!E per l'ignoranza non c'è medicina!

Anonimo ha detto...

caro signor frongia, mi creda, lei è una persona garbata e intelligente, ma i secchioni non sono mai stati simpatici, non usi tutta la sua cultura per far sentire gli altri comuni mortali come degli ignoranti zoticoni, perchè questo non è simpatico. Mi dia retta, scenda dal pero e parli un linguaggio più terra terra e meno aulico forse la gente sarà in grado di capirla. Da un futuro elettore della lista di cui anche lei fà parte mi sento di dire che i voti bisogna prenderli, non scacciarli. Bakunin

Anonimo ha detto...

all'anonimo delle 14,22 che si stufa, dimostra solo 3 cose: 1, non sa che dire. 2 - pensa che noi lettori siamo stupidi, mentre noi capiamo le verità che dice Frongia. 3, è meglio che non te lo dico...

Anonimo ha detto...

Solo i grandi sapienti ed i grandi ignoranti sono immutabili.
Confucio

Anonimo ha detto...

Fedro o no (?????) l'importante è dire le cose come stanno e Frongia le dice e io mi fido più di lui che di tutti quelli che promettono sempre mari e monti(!) e non fanno mai niente ( a parte fare quello che fa comodo a loro, quello sempre!)Io voto Frongia o non voto niente. Andate tutti a casa cari politici (da strapazzo)

Anonimo ha detto...

Paolo Frongia.Rispondo con la maggior sintesi possibile ad alcuni commenti. Innanzitutto all’anonimo della 14,22 (prima che si stufi e getti la spugna); mi ricorda un astuto studente che avendo iniziato la nota lettura : “Quel ramo del lago di Como, che volge…” esclamò “Ma che cazzata è, mo’ i laghi c’hanno li bracci?” e sdegnato chiuse il libro (i libri) per sempre. Forse se uno approfondisse…!
Vorrei svelare che la discussa “Parabola…” non ha niente a che vedere con Fedro. E’ semplicemente una vecchia barzelletta, tra le tantissime raccontate dal compianto amico Marino Morena, pittore e sagace osservatore della realtà. Io l’ho riadattata cambiando epoca e ambientazione e usando un linguaggio “evangelico” per meglio utilizzarla come parabola/metafora ad uso di quei politicanti che fanno costantemente il gioco delle tre carte e vendono “lucciole per lanterne”. Gli anonimi delle 19,41 e delle 21, 14, dovrebbero piuttosto riflettere (per esempio) su alcuni “frammenti” del discorso fatto dal Principe degli Imbroglioni agli abitanti di Lampedusa il 30.3 del 2011 : “ … acquisterò qui una villa (2 milioni di euro) per sentirmi lampedusano come voi … entro 48 ore sgombrerò l’isola dagli immigrati… acquisterò tutti i pescherecci tunisini per evitare che vengano usati per trasportare i clandestini… quando smetto di fare il Presidente farò l’imprenditore ittico per voi…proporrò la candidatura di Lampedusa per il Nobel per la pace…” e giù gli applausi, gli ammiccamenti, il congratularsi, soprattutto dei servili politicanti presenti, giustificandosi l’un l’altro: ”Ah, questo sì che è un politico che je fumano”. Di politici capaci di analoghe promesse e che je fumano ce ne abbiamo tanti anche qui da noi, anche da esportazione se servono, in grado di infilare cazzate una dietro l’altra, come perline (false) di una collana. E’ vero, qualcuno pensa che sia questa la vera politica: come ti frego l’elettore! Io invece lo considero, questo ciarpame volgare e corrotto, la sottocultura delinquenziale e lurida che è tra le principali cause del degrado e della decadenza del nostro paese e della nostra città. E ci possono essere due soli modi per manifestare la propria indignazione e il proprio disgusto: l’ironia ( insieme al sarcasmo) oppure la violenza, intendo quella violenza irosa e furibonda che costrinse il Dio di Abramo a mandar giù quel risolutivo diluvio universale. Purtroppo non sono Dio e non ho conoscenze in Alto loco, ma soprattutto credo che l’ironia e il sarcasmo siano, oggi, l’arma più giusta e più efficace per rompere un malefico incantesimo, un arma che costruisce e non distrugge, che col sorriso fa riflettere e magari stimola qualcuno a togliersi le fette di salame da sopra gli occhi; un arma che, all’orecchio di tutti gli schifati dalla cialtroneria politica ( sono oltre il 30%), suggerisca che noi (vittime inciuciate) non siamo soli, che non siamo servi, che non siamo vinti, che possiamo farcela, tutti insieme.
(segue)

Anonimo ha detto...

Per questo, caro anonimo delle 20, 54, essendo io uomo indipendente di nome e di fatto, non avendo né eserciti, né sponsor, né denaro per diffondere le mie idee , uso l’ unica arma che ho, cioè la frombola: quella di David contro Golia. Voglio anche dire all’anonimo delle 19,41 che se avesse avuto tempo e voglia di arrivare fino alla seconda parte del documento o di andare sul mio indirizzo facebook o di leggersi il programma, invece di fermarsi alla prima virgola che offriva un appiglio, avrebbe fatto corretta informazione con sé stesso e con gli altri, contestando, magari nel merito e nella sostanza , il mio punto di vista; magari sarebbe stato lettore corretto e credibile se prima di dare giudizi personali avesse avuto tempo e voglia di informarsi di come ho “governato”, quando e dove ho avuto responsabilità dirigenziali e forse avrebbe capito in che cosa consiste la mia professionalità , la mia correttezza e la mia capacità di affrontare problemi e di realizzare progetti, anche quando utilizzo l’ironia ( piuttosto che la violenza fisica o verbale) come arma di armonia e di ricomposizione del sociale. Perché questo è ciò che serve oggi anche alla nostra comunità: ritrovare la coesione e il senso dell’ appartenenza civica e della comune morale e chiunque vincerà le elezioni, non credo penserà che gli altri dovranno andare in esilio, al contrario! O riusciamo a costruire con lealtà e determinazione il bene comune o questa città è destinata a scomparire. Per questo dobbiamo fare scelte coraggiose a favore di una politica innovatrice e per dare vita ad una sinistra rigenerata, che sia di governo e di rinnovamento, ma che sia anche costruita sull’integrità, sulle competenze, sulla professionalità e sul rigore morale e politico delle persone. Per governare bene non servono i “geni della politica”, che ci hanno portato al disastro, non servono neanche le promesse, gli inciuci, i ricatti e tanto meno i miracoli. Servono persone della società civile, persone normali, oneste, leali, appassionate e intelligenti.
Concludo ribadendo che non ho alcuna ambizione di carriera politica (se non altro per questioni “generazionali”) tuttavia, ringrazio quelli che mi sostengono e credono in me; se poi me ne sarà data l’opportunità, volentieri metterò al servizio della città e dei miei concittadini, con entusiasmo e con impegno, tutte le mie competenze professionali, le mie capacità organizzative e politiche, la mia lealtà e correttezza. Cordiali saluti Paolo Frongia

S.E.L. Circolo di Todi - Monte Cast. V - Gualdo C. ha detto...

Certo un pò di lettura farebbe bene a molti dei commentatori, ma un piccolo sforzo di leggere quello che si commenta no è?.
Nel merito, oltre alla storiella che mi ha fatto ridere molto, direi che non c'è niente di più vero in quello che dice Frongia, basta ricordarsi le promesse di ruggiano sulla nettezza urbana, disse che non la avrebbe mai aumentata, disse sdegnato che piuttosto usciva dall'ato, bè, mentiva sapendo di mentire, infatti ha aumentato la tassa di ortre il 30 %, e chi aveva agevolazioni perchè non servito ????? bè è stato servito con aumento del 70%

Frongia Per Todi ha detto...

Gentile Bakunin, il suo cortese intervento mi ha fatto riflettere, ma devo prima chiarire: mai stato secchione, carriera scolastica medio-bassa, con grande noia. In passato ho scritto soggetti e sceneggiature per il cinema, e dunque so fare i dialoghi e articolare le storie, scrivere battute e costruire un discorso, non c’è niente di male e poi ognuno parla e scrive come “magna”. Ma il problema è un altro; ho letto questo brano a diverse persone, persone del tutto “normali”; alcuni l’hanno apprezzato, altri hanno sghignazzato a lungo, altri ancora si sono scompisciati dalle risate, ma tutti l’ hanno giudicato un brano satirico divertente e al tempo stesso vero, con dei forti contenuti politici e morali. Specifico: non erano parenti e neanche invitati a cena. Certo, non penso che tutti possano condividerlo, qualcuno potrà trovarlo inutile o anche banale, ma ciò che non capisco è il tono pretestuoso e il livore di certe risposte. Se non piace perché perder tempo con dei commenti? Meglio ignorarlo. Qualche volta un dubbio mi assale!… Cordialmente Frongia.

Anonimo ha detto...

mi dispiace, ma come narratore di favole,altro che frongia, ruggiano non lo batte nessuno.

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