giovedì 7 giugno 2012
Il Pd e le spine della vittoria
Non c’è vittoria senza spine. Nel Partito Democratico di Todi l’hanno capito subito. Dopo il nodo giunta, sciolto abilmente dal sindaco Rossini tenendo conto delle preferenze raccolte dai candidati, in casa democrats sono esplose tre grane.
La prima: chi siederà dall’11 giugno sulla poltrona di presidente del consiglio comunale? Per risolverla c’è voluta una lunga e tesa riunione del partito. Sul tavolo, come anticipato da TodiSpia, due nomi: Gioffrè – fresco di subentro in consiglio comunale – e Alvi. A spuntarla, dopo un agguerrito testa a testa, è stato proprio Alvi Jr, il giovane repubblican-democratico che dovrà ora raccogliere nella massima assemblea cittadina i voti necessari per l’elezione. C'è da attendersi qualche sgambetto? Si vedrà.
La seconda spina: il nuovo capogruppo. Archiviata l’era Perni, chi guiderà il nuovo corso in consiglio comunale del Partito Democratico? Anche di questo si è parlato nella riunione fiume d’inizio settimana. Ma se per la poltrona (ricca) di presidente del consiglio c’è stata bagarre, per quella (povera) di capogruppo non c’è stata alcuna competizione. Anzi. I consiglieri del Pd – esattamente come avvenne per il ruolo di segretario mesi addietro – hanno tutti espresso l’intenzione di restare a guardare. “No, grazie” è stata la frase più utilizzata dai protagonisti della discussione. Alla fine, pare, sia stato Andrea Vannini a risolvere l’enigma. Un rampollo di casa socialista, dunque, guiderà la pattuglia Pd in consiglio. Ma l’ascesa dell’EcoDemDj non può non farci fare questa domanda: il diretto interessato che in questi mesi ha sempre sventolato la sua autonomia dal Partito Democratico, presentandosi non come uomo Pd, ma come esponente Ecodem, continuerà a fare altrettanto? C’è da dire, comunque, che Vannini è indubbiamente scaltro e pare aver capito che questo ruolo gli garantirà quel quid di visibilità sia politica che giornalistica di cui forse aveva bisogno per affermarsi definitivamente in quel di Piazza Marte.
La terza spina: dimissioni in vista. Maria Rita Bosi “Bindi” potrebbe essere sul punto di rimettere l’incarico di coordinatrice comunale del partito. Tagliata dal consiglio comunale e dal voto popolare, la segretaria avrebbe già fatto sapere ai suoi che non intende guidare ancora il Pd. Cosa accadrà ora? Ci sarà un congresso per scegliere il nuovo coordinatore, oppure si bypasseranno ancora gli iscritti come al momento della scelta della Bosi “Bindi”? Con ogni probabilità, una consultazione ampia tra gli iscritti e un appuntamento congressuale, avrebbero messo sulla plancia di comando del Pd un rappresentante più “sentito” e votato dal popolo Pd.
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7 commenti:
Complimenti a Vannini che non ha corso per le poltrone ma si è fatto carico dell incarico piu pesante politicamente e non retribuito!
Vannini ri-pensece....
Ma quali spine..?? Semplice dialettica all'interno di un partito..!! Scelte giuste quelle di Alvi e Vannini..!! Avanti con il rinnovamento...
non è che per il pd c'è un quarto problema?sindaco centrista, 2 assessori socialisti,1 assessore rottamatore...
zorro
Per il "corvo"...attento che prima poi ti bruci le penne e ti ritrovi a fare le riunioni solo con quelli di todispia...occhio
Ben vengano lespine della vittoria!!!
E non stressate troppo la fantazia ogni volta che parlate del Pd sbagliate analisi, ma portate fortuna
noi siamo figli delle stelle...
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