INN-FORMAZIONE INDI-PENDENTE

giovedì 12 luglio 2012

Ottavio non molla, ora sulle poste

Sì ai tagli ma il taglio è dannoso se elimina un servizio al cittadino. Non è un trattato di chirurgia applicata ma l'ultima fatica dell'ex sindaco Nulli Pero.  Lo avevamo lasciato che rifletteva sulla spending review ora dopo due giorni di caldo torrido lo troviamo ancora che si interroga sui tagli. Questa volta non di comuni o province ma delle Poste. E' notizia di queste ore infatti (da noi già anticipata) che chiuderà lo sportello di Ilci, frazione indipendentista insieme a Pantalla del territorio tuderte. Ottavio non mollare, mentre mezzo mondo se ne va al mare tu resisti! Battute a parte ecco la nota...
“Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini.(decreto 96 del 06/Luglio /2012) Così si chiama..
Intanto perciò iniziamo a chiamarlo con il proprio nome. così capiscono tutti..Il nostro vocabolario è tra i più ricchi quindi non si capisce perché dobbiamo prendere a prestito il nome da altre lingue.
Ho letto la decisione sulla soppressione dell’Ufficio postale di ILCI peraltro pubblicata anche dai giornali cartacei e purtroppo vera. che va ad aggiungersi a quelle già assunte.
Ma le motivazioni non possono essere condivise. Intanto per essere precisi se parliamo di riduzione della spesa con invarianza dei servizi al cittadino , qualora la riduzione della spesa si realizza chiudendo i servi , mi pare che la riduzione della spesa si realizza proprio tagliando i servizi. In verità si realizzerebbe l’esatto opposto della finalità del decreto. Se non radicassimo il nostro ragionamento su questo potremmo arrivare anche alla conclusione che un solo Ospedale basta per tutta la Regione. Ragionare così senza introdurre la variante del come e dove il servizio verrà erogato i tagli saranno ben più pesanti di quanto si immagini.. Allora insisto che questo è il compito che nell’immediato, ci attende.
Per le sedi di giustizia vale lo stesso ragionamento. Ne mi consolo con il solo fatto che il personale non viene licenziato. Il problema è che le Poste . non hanno concorrenza e quindi fanno e disfanno come gli pare. Allora iniziamo a ragionare sul come uscirne da questa morsa spalmando i servizi su di un territorio più ampio. Come dobbiamo iniziare a ragionare sul come si possa far fronte ad un estremo male con un estremo rimedio. Si possono sostituire alcuni servizi erogati da Poste italiane? Secondo me si potrebbe tentare di ragionare su qualcosa. Ma qui è ora di finirla con l'AD di Poste Italiane e con l'AGICOM ecc. che non li ho mai visti tutelare il cittadino. Per ora ribadisco che il problema vero è quello della razionalizzazione e perciò della eliminazione degli sprechi cercando di mantenere i servizi..
Solo allora potremmo dire che la razionalizzazione della spesa è avvenuta con l’invarianza dei servizi al cittadino. Insisto nel riconfermare che queste battaglie di impostazione si vincono solo se si è uniti e si rappresenta una significativa fascia di territorio. Altrimenti sono tutte perse.
E nella Media Valle del Tevere ci troveremo con grosse sorprese. Il punto è: Ridurre la spesa ma non i servizi ,ai cittadini. Occorre ripartire da qui per trovare un modello di razionalizzazione che elimini gli sprechi ma che non penalizzi eccessivamente i servizi al cittadino, ben sapendo che i servizi una volta tolti .non ci sarà possibilità di riaprili nuovamente. Abbiamo già visto ,lo stesso film, con la direzione Regionale di ENEL e quella di Telecom Italia. Anche allora si parlava di razionalizzazione e di accorpamenti tra varie Regioni e poi è finita che le direzione furono tolte solo all’Umbria ed alla Basilicata .Ed anche allora alcuni pensarono di risolvere i problemi di questi due Enti chiudendo queste due sedi.




Todi 12 luglio 2012

Ottavio Nulli Pero.

3 commenti:

Lauro ha detto...

Ogni giorno che passa mi sento sempre più rappresentato da quest'uomo. Una delle poche figure di spicco nel povero panorama politico tuderte. Eightavio resisti ti prego.

Un tuo eleggitore.

Anonimo ha detto...

noi de todi eravamo abituati a sopportare i tagli (e gli scippi!)anche quando i soldi pubblici si potevano bruciare.figurarsi in tempi come questi!!!
zorro

Anonimo ha detto...

Cari amici è vero invece proprio il contrario .
Quando di soldi ce ne erano abbastanza ci si poteva permnettere anche di sprecarne. Quando mancano; dei buoni amministratori devono saperli spendere bene e non farli spendere ai cittadini per servizi che prima o non li pagavano a comunque costavano meno perchè almeno erano più vicini. Ecco perchè difendo la presenza delle poste sul territorio così come era prima. Non solo mi rammarivco per aver letto che in fondo il piano dei tagli tale non era, ma era il documento che Poste italiane rimette annualmente all'Agicojm sulla redditività degli uffici . Ma questo non significa automaticamente la chiusura. Quindi la porta aperta l'ha lasciata l'Ente Poste Ma Noi no siamo riuscii a far sentire la nostra voce ugualmente. Ci siamo preoccupati di dire di chi semmai era la responsabilità , ma non di spegnere prima il fuoco e poi se necessaario continuare a discutere anche di questo. Che la vogliate prendere seriamente o no questo è il punto vero del problema. Di tutto il resto non mi importa. Non ho da difendere niente. Ovviamente comunque vi ringrazio. O. Nulli Pero.

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